di Carlo Vulpio
«Il prezzo del gasolio l’ultima goccia. Ci converrà lasciare i terreni incolti. Le sanzioni? Non ci fermeranno»
CANDELA (FOGGIA) Il sit-in è cominciato ieri, venerdì 16 ottobre, alle cinque di mattina. Gli agricoltori e gli autotrasportatori che presidiano il casello autostradale per Napoli e Pescara con tir e trattori stanno accanto a due pattuglie dei carabinieri e della polizia stradale. Nessun ostacolo alle autovetture. Non vengono fatti passare solo i mezzi pesanti. Ma se qualche camionista insiste, lo lasciano andare. Le dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha appena parlato di «reato» per i blocchi stradali in corso, vengono lette sui telefonini dai manifestanti e subito contestate. Molti di loro sono doppiamente delusi, perché dicono di aver votato per FdI. «Nel 2024 abbiamo protestato portando con noi la bandiera italiana. Oggi è fuori luogo anche quella». Non c’è un giornalista. Non c’è una telecamera. Agricoltori e autotrasportatori però non demordono, terranno duro finché non verranno comprese le ragioni di questa protesta, che li vede in totale disaccordo con ciò che stanno facendo il governo italiano e la Ue.
Contestate le associazioni di categoria
Gli autotrasportatori di questa parte dell’Italia meridionale contestano anche le associazioni di categoria più




