di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre è tornata l’ora solare: lancette indietro alle 3 e un’ora di sonno in più. Gli effetti sul sonno, il risparmio energetico stimato da Terna e il futuro dell’ora legale permanente, tra la Camera e Bruxelles
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette sono tornate ancora una volta indietro: alle 3 del mattino sono tornate di nuovo le 2 e l’Italia ha dormito un’ora in più. È un regalo vero, anche se con una «tassa» allegata: da domenica il buio arriva infatti prima e con lui la sensazione che la giornata sia finita quando è ancora pomeriggio. Intanto, mentre ci prepariamo a questo piccolo rito d’autunno, c’è chi discute seriamente di abolirlo.
Una giornata lunga venticinque ore
Per chi ha smartphone, tablet e computer non cambia nulla: pensano a tutto loro, a patto che la regolazione automatica di data e ora sia attiva. Toccherà a noi sistemare gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e qualche elettrodomestico ostinato. La regola resta quella di sempre: a ottobre le lancette vanno indietro, a marzo avanti.
Chi di solito si alza alle 7 può lasciare




