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Ferrari e Red Bull, strategie per migliorarsi lontane, ma ad Austin sono più vicine che mai

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Le qualifiche in Texas hanno confermato che le due monoposto, diverse per base concettuale, hanno progressivamente mostrato una convergenza sempre maggiore grazie ai vari sviluppi introdotti nel corso della stagione

La prestazione che ha permesso a Kimi Antonelli di conquistare la pole position al GP degli Stati Uniti, ad Austin, ha rappresentato soprattutto un capolavoro personale del pilota bolognese, più che una conferma delle qualità della sua monoposto. Se il distacco tra Kimi e Verstappen è stato di circa due decimi, ancora più ridotto è stato quello tra Max e la seconda delle due Ferrari, quella di Hamilton, quinto. Un dato che ha permesso non solo di misurare la qualità del giro perfetto realizzato da Antonelli al primo tentativo in Q3, ma anche di valutare più concretamente la prestazione tecnica di Ferrari e Red Bull. La RB22 e la SF-26 hanno infatti confermato quanto già emerso nel corso delle prove libere. Le due monoposto, diverse per base concettuale, hanno progressivamente mostrato una convergenza sempre maggiore grazie ai vari sviluppi introdotti nel corso della stagione. Due progetti con punti di forza differenti che, su una pista come Austin, caratterizzata da sezioni miste veloci, lunghi rettilinei e un ultimo settore particolarmente guidato,

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