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Brian Molko dei Placebo: «Teste di c…, giù i cellulari». E al concerto di Milano spariscono gli smartphone

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di Matteo Cruccu

Nessun divieto come da Dylan, ma le “minacce” del cantante funzionano mentre la band celebra i trent’anni di carriera

«Teste di c…» l’insulto é inequivocabile, siamo alla seconda canzone e subito minaccia gli incauti dipendenti da smartphone: non siamo da Bon Dylan che ai cellulari vieta proprio l’ingresso, ma da Brian Molko, sfrontato e fumantino leader dei Placebo che festeggiano i loro trent’anni di attività al Forum di Assago, Milano.

Senza dunque bisogno di «imprigionare» i telefonini nelle custodie, come accaduto al concerto del vecchio Bob, il risultato però é il medesimo: da quel momento in poi nessun smartphone si leverà più in aria nell’ora e mezzo successiva di concerto. E ci si potrà concentrare sullo show: i Placebo, band che interpretò meglio di molte altre le inquietudini dei ragazzi degli anni’90, offrono uno show molto degno.

Molko taglia l’aria a pezzi con la sua vocalità metallica; il tiro delle chitarre é sempre dritto e potente mentre scorre il film generazionale di pezzu che hanno affrontato insormontabili incomuncabilità (“You Don’t Care About Us”) e sesso meccanizzato (“Bionic”) ; frustrazioni (“Teenage”) e pessimisimi (“36 deegres”) assortiti. Fino al finale corale di “Every me

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