
di Alessandra Muglia
Non si conoscevano, uno ha salvato l’altro e non si sono più lasciati
Ci sono giorni che dividono la vita in un prima e un dopo. Per Brian Clark e Stanley Praimnath, quel confine ha una data precisa: martedì 11 settembre 2001. Due sconosciuti, due mondi distanti. Brian, un dirigente canadese di 54 anni, lavorava all’84esimo piano della Torre Sud del World Trade Center per la Euro Brokers. Stanley, addetto ai prestiti originario della Guyana, si trovava tre piani più in basso, all’81esimo, presso la Fuji Bank. Le loro vite si sono incrociate nel fumo, nel fuoco e nel terrore di un impatto aereo diagonale che, alle 9:03, ha squarciato l’edificio tra il 77esimo e l’85esimo piano. Da quel giorno sono passati venticinque anni, un quarto di secolo che ha trasformato due superstiti in fratelli.
Da allora insieme hanno raccontato la loro storia oltre mille volte in scuole, chiese e studi tv. «La gente mi chiama “il tipo dell’11 settembre” – ha detto al Guardian Praimnath -. Non sembra ripetitivo. È come scaricare il bagaglio dalla spalla, come lavarmi l’anima con le lacrime. È confortante sapere che là fuori la gente vuole ancora ascoltare».
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