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Brembo, la svolta: dal carbonio all’Ai, i nostri software ora usati anche dalla moda e dal food

di Alessia Cruciani

«La tecnologia sarà sempre più il fattore che ci distingue. Così possiamo spingere il made in Italy», spiega Matteo Tiraboschi. Ma sul futuro dell’industria europea avverte: «Non possiamo permetterci di perdere la capacità di innovare».

«Con Sensify la macchina si arresta sensibilmente prima. È la differenza tra fare o non fare un brutto incidente». Matteo Tiraboschi lo dice con calma, ma è una di quelle frasi che spiegano meglio di qualsiasi slogan perché Brembo stia investendo così tanto nell’innovazione, inclusa l’Ai. Perché il punto, alla fine, non è rendere un freno più «smart». È evitare un incidente. Ma la rivoluzione di Brembo esce dalla strada per entrare anche in aziende che nulla hanno a che fare con l’automotive, grazie a una capacità innovativa che, passando dalla California alla Cina, conferma la sua vocazione di impresa globale.
Per oltre sessant’anni Brembo è stata associata soprattutto alla metalmeccanica: dischi, pinze, impianti frenanti. Oggi, il gruppo bergamasco sta trasformando uno degli oggetti più meccanici dell’automobile in una piattaforma fatta di software, sensori, elettronica e algoritmi. Una rivoluzione silenziosa che passa da Sensify, il sistema frenante intelligente che dopo anni di studio nei laboratori dell’azienda arriva sulle auto di

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