
L’accordo economico Ue-Mercosur, in vigore dal 1° maggio 2026, abbatte i dazi su alimentari, macchinari e abbigliamento e rilancia le ambizioni delle imprese italiane in Brasile. Un mercato già presidiato da 1.104 aziende. Ecco quali.
In una fase storica così buia per le imprese italiane, strette tra caro energia e guerre commerciali, il Brasile è una luce che accende nuove speranze. Non solo perché è la prima economia dell’America Latina e il mercato di gran lunga più importante del Mercosur, ma perché l’accordo di partenariato economico tra Unione europea e blocco sudamericano, entrato in applicazione provvisoria dal 1° maggio 2026, apre una fase nuova: meno barriere tariffarie, maggiore prevedibilità regolatoria, migliori condizioni di accesso a un mercato di 215 milioni di abitanti, vasto, giovane e ricettivo verso molti segmenti del Made in Italy.
Per le aziende italiane il Brasile è un mercato già sperimentato, con una presenza industriale, commerciale e finanziaria sedimentata nel tempo. Lo conferma Graziano Messana, imprenditore e presidente della Camera di Commercio Italiana di San Paolo (Italcam), riconfermato per la terza volta consecutiva alla guida della centenaria organizzazione: «Oggi abbiamo 1.104 aziende italiane in Brasile. Negli ultimi due anni ne sono state aperte 172. Questo è




