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Borgo Egnazia, la «Davos delle griffe»: da Dior a Burberry e Lacoste (e Victoria Beckham), così il lusso prova a resistere alle guerre

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La 22esima edizione del summit organizzato dal «Financial Times» per la prima volta a Borgo Egnazia. Da Delphine Arnault (Christian Dior) a Éric Vallat (Lacoste), ecco chi c’è

La parola d’ordine è «proteggere i margini». E non certo dal maestrale che nella serata di domenica 17 maggio ha accolto a Borgo Egnazia i partecipanti al «Financial Times Business of Luxury Summit 2026». Ma dall’emorragia di consumatori che ha colpito il settore del lusso lo scorso anno: 20 milioni di clienti persi o che hanno ridotto i consumi o li hanno dirottati altrove. Tra crescenti tensioni geopolitiche – a partire dal conflitto in Medio Oriente – e conseguenti incertezze economiche e cambiamenti nelle dinamiche commerciali, i grandi brand devono riorganizzarsi e rivedere i prezzi e le catene di approvvigionamento. E questa ristrutturazione – o come preferiscono chiamarla gli addetti ai lavori del settore, rimodellamento del lusso ai nuovi comportamenti dei consumatori – è al centro della 22esima edizione del summit organizzato dal britannico Financial Times per la prima volta a Borgo Egnazia, la masseria esclusiva alle porte di Fasano, nel cuore della Puglia, che meno di due anni fa (giugno 2024) ospitò i grandi del G7.

I big che parteciperanno all’evento

Da domenica

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