di Emily Capozucca
Secondo l’Autorità i vantaggi dei programmi «Partner Preferiti» e «Partner Preferiti Plus» non sarebbero necessariamente legati a criteri oggettivi di qualità del servizio o di rapporto qualità-prezzo
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato accende i riflettori su Booking.com. L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti della società olandese e delle sue controllate – Booking.com International B.V. e Booking.com (Italia) S.r.l. – per possibili pratiche commerciali scorrette legate alla presentazione delle strutture ricettive sulla piattaforma.
La visibilità
Al centro dell’indagine ci sono i programmi «Partner Preferiti» e «Partner Preferiti Plus», attraverso i quali alcuni hotel ottengono maggiore visibilità nei risultati di ricerca, elementi grafici più evidenti e messaggi promozionali che ne enfatizzano qualità e convenienza. Secondo l’Autorità, tuttavia, questi vantaggi non sarebbero necessariamente legati a criteri oggettivi di qualità del servizio o di rapporto qualità-prezzo.
I parametri
L’ipotesi è che la selezione delle strutture aderenti ai programmi avvenga in larga parte sulla base delle commissioni riconosciute alla piattaforma, piuttosto che su parametri qualitativi. In questo modo, i consumatori potrebbero essere indotti a ritenere erroneamente che le strutture evidenziate siano le migliori disponibili a parità di caratteristiche, orientando così le loro scelte.
Non solo: secondo l’Antitrust,




