di Federico Fubini
Oggi l’Italia è il solo Paese del G7 ad avere un surplus «primario» nei conti pubblici ma il debito continua a salire oltre il 137% del Pil. Rendimenti francesi e giapponesi ai massimi da decenni
Quando nel 2025 Donald Trump annunciò dazi a tappeto, molti prevedevano che il presidente degli Stati Uniti avrebbe danneggiato l’economia europea con le sue guerre commerciali. È passato più di un anno e quell’analisi appare in parte sbagliata: Trump fa male all’economia europea, ma i suoi dazi non sono la minaccia principale.
Il debito pubblico americano lo è. Lo è una tripletta di fattori che sta contribuendo ad alzare i tassi d’interesse di mercato in tutto il mondo su famiglie, investitori e soprattutto sui governi del G7: pesa un debito pubblico americano che cresce senza un piano di risanamento leggibile per i mercati; pesa una guerra del Golfo priva di una credibile strategia di uscita, destinata ad alimentare ancora l’inflazione; pesa una banca centrale degli Stati Uniti in ritardo nell’alzare i tassi di fronte all’accelerazione dei prezzi, proprio a causa del contesto politico dominato da Trump.
Il deficit
Questo insieme di ingredienti alimenta nei mercati l’aspettativa di un deficit e




