
di Claudio Bozza
La premier replica a un video in cui il presidente del Pd analizzava il voto a destra: «Noi non chiediamo titoli di studio prima di ascoltare i cittadini, li rispettiamo»
«Il voto a destra – prima a Salvini, poi a Meloni e oggi forse a Vannacci – è un consenso che arriva in maniera maggioritaria da chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e, come dice la Meloni, chi sta peggio economicamente». A pronunciare queste parole è Stefano Bonaccini, eurodeputato e presidente del Pd, innescando una dura reazione della premier.
Giorgia Meloni, sui social, ha infatti rilanciato il video in cui Bonaccini fa queste affermazioni, ribattendo punto per punto. «In una illuminata lezione, il presidente del Partito democratico, ci spiega che milioni di italiani votano a destra perché hanno studiato poco. L’abbiamo già sentita. Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare».
La presidente del Consiglio, poi aggiunge: «Forse Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato




