
Dati sempre più precisi, analisi veloci e giocatori monitorati fin da piccoli: ecco come funziona l’intelligenza artificiale nel lavoro di una nazionale
Bielsa e Canobbio non sono gli unici a dare i numeri al Mondiale. I dati e la tecnologia fanno parte del torneo come le pubblicità della carta di credito e il fastidioso hydration break. Tutte le nazionali usano i dati e l’intelligenza artificiale e questo è banale. Il punto è capire come funzioni. Ogni federazione acquista i dati delle partite (qualificazioni, amichevoli, Nations) e durante il torneo riceve materiale in omaggio, perché la Fifa manda report completi post-partita e dati grezzi sull’attività dei calciatori: passaggi, contrasti, movimenti, velocità della corsa. Ogni staff tecnico da qui elabora gli indici preferiti: un allenatore può essere interessato a vedere quanto intenso è il pressing, un altro quante volte i centrocampisti attaccano la difesa avversaria. “La frontiera ora è elaborare parametri tecnico-tattici dal tracking, cioè dalla raccolta dei movimenti di giocatori e palla – dice Tommaso Refini, responsabile dell’area pro di Stats Perform Opta in Italia e Usa -. Ad esempio, ora si può sapere quanto contribuisce un singolo calciatore al pressing”. Non ditelo a CR7 e Messi.
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