di Redazione Economia
I prezzi dei beni energetici crescono del 14,3% ad agosto, spinti dal margini di raffinazione del petrolio. «L’economia tiene meglio del previsto»
È un quadro in chiaroscuro quello che emerge dall’ultimo bollettino economico della Banca centrale europea, il primo dopo il rialzo dei tassi di interesse deciso nell’ultima riunione. Da un lato, la traiettoria dell’inflazione è preoccupante, sospinta verso l’alto dai prezzi dell’energia. Dall’altro, l’economia dell’eurozona regge meglio delle attese, almeno per il momento.
L’inflazione
Le guerre in Medio Oriente e Ucraina «hanno determinato un ulteriore aumento del profilo dei prezzi dell’energia» con un’accelerazione al 14,3% in agosto dal 10,3% di luglio e un «ingente contributo proveniente dai margini di affinazione», scrive la Bce. «È probabile che ciò mantenga l’inflazione complessiva ben al di sopra dell’obiettivo fino alla prima metà del 2027». Secondo Francoforte, l’inflazione si potrebbe riavvcinare all’obiettivo del 2% «verso la fine del 2027, favorita dagli effetti dei più elevati tassi di interesse». L’energia non è l’unico driver dei prezzi: «l’inflazione al netto delle componenti energetica e alimentare sarebbe pari al 2,5% nel 2026, al 2,6 nel 2027 e al 2,3 nel 2028» e «anche il miglioramento delle prospettive economiche dovrebbe contribuire a




