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Battaglie radicali, diritti civili, Europa e responsabilità pubblica: i 50 anni di impegno politico di Emma Bonino

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(LaPresse) Emma Bonino entra in politica negli anni ‘70 come attivista radicale, guidando la battaglia per il diritto all’aborto e l’autodeterminazione delle donne. Diventa una delle protagoniste del Partito Radicale, impegnata su divorzio, obiezione di coscienza e diritti civili. Nel 1979 è eletta al Parlamento Europeo, dove porta avanti campagne contro la pena di morte e per i diritti umani nel mondo. Nel 1993 entra nel governo Ciampi come ministro per il Commercio Estero. Dal 1995 al 1999 è Commissaria Europea per Aiuti Umanitari e Politica dei Consumatori, distinguendosi nelle missioni nelle aree di crisi. Negli anni 2000 torna al Parlamento Europeo e rilancia campagne per diritti delle donne, libertà religiosa e moratoria ONU sulla pena di morte. Nel governo Prodi II (2006–2008) è ministro per le Politiche Europee e il Commercio Internazionale. Nel governo Prodi II (2006–2008) è ministro per le Politiche Europee e il Commercio Internazionale. Nel 2013 diventa ministro degli Affari Esteri nel governo Letta, una delle poche donne italiane a ricoprire questo ruolo. Come ministra spinge per una politica estera centrata sui diritti umani e sulla cooperazione internazionale. Nel 2017 fonda +Europa, movimento europeista e liberale nato dall’esperienza radicale. Nel 2018 viene eletta senatrice per +Europa,

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