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Basso lancia gli italiani: “Ciccone, Pellizzari e Piganzoli, al Giro 2027 tocca a voi”

Il re del Giro nel 2006 e 2010 incoraggia le ambizioni azzurre: “Davide è valtellinese, Mortirolo e Gavia lo ispireranno”

Sergio Arcobelli

Giornalista

5 novembre – 09:33 – MILANO

Il Giro d’Italia 2027 ha già un tifoso speciale: Ivan Basso. Il varesino, vincitore nel 2006 e nel 2010, ritrova nel percorso le montagne della sua carriera: Mortirolo, Gavia e Zoncolan. “Ci sono le salite simbolo dei miei due Giri vinti”. La Sondrio-Aprica, con il Gavia e il doppio Mortirolo, riporta ricordi di famiglia.

Basso, la Valtellina è casa sua? 

“La conosco per le origini di mia mamma Nives. Ho trascorso là gran parte dell’infanzia d’estate. La prima grande montagna che ho scalato è stata l’Aprica, a otto anni; a undici lo Stelvio; il primo Mortirolo, in mountain bike, a dodici”. 

Sul Mortirolo transitò per primo nel 2006 e nel 2010. Che cosa cambia? 

“Tutto. Nel 2006 il Giro era già vinto, nel 2010 ancora da conquistare. Erano momenti diversi, come l’età e la mia situazione personale e professionale”. 

Perché certe salite sono così speciali? 

“Ci sono montagne che decidono il tuo destino. Chi vuole vincere

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