
di Silvia Madiotto
Vittoria dell’opposizione, Lega e Lista Stefani: «Uno sgarbo inutile: proporremo di interrompere la pausa estiva e riaprire prima il Consiglio»
«L’Autonomia non può superare la fila, viene prima la legge sul fine vita». Negli atti degli uffici legali del Consiglio regionale del Veneto è spiegato in modo più tecnico e articolato, ma la sintesi è questa: il disegno di legge 14 sull’Autonomia (che dopo l’approvazione in Parlamento passa alle giunte regionali) non ha nessuno dei criteri di urgenza che servono per essere trattato prima della legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito, che era già stata posticipata proprio per quell’urgenza rilevata in merito al rendiconto di bilancio, all’assestamento di bilancio e all’attività dell’Arpav. Nel concreto, da oggi inizia il tour de force delle commissioni, cinque in tre giorni, per l’adozione degli schemi d’intesa sulla riforma nazionale, ma in consiglio ci dovrà andare prima il fine vita sostenuto soprattutto dal centrosinistra.
No al soprasso
Una «vittoria» per l’opposizione che, dopo l’accelerata sulla riforma chiesta dal presidente della Regione Alberto Stefani, con la freccia in corsia di sorpasso, aveva evidenziato la forzatura sollecitando un intervento dell’ufficio legale per dirimere la questione. Ieri il parere è arrivato,




