
Le origini del motorsport dei Quattro Anelli, attraverso le innovazioni che hanno permesso di centrare numerosi record internazionali degli Anni 30
Alessandro Pinto
19 maggio – 16:19 – MILANO
L’unione fa la forza. Non è soltanto una delle favole più celebri attribuite ad Esopo, ma il principio su cui poggiano tante imprese che hanno segnato la storia europea dell’industria dell’auto e del motorsport. Tra i primi esempi c’è la fondazione di Auto Union nel 1932, un progetto industriale nato dalla fusione di quattro marchi tedeschi – Audi, Dkw, Horch e Wanderer – pronti ad unire le rispettive competenze, forze e risorse, per far fronte alla crisi economica degli Anni 30. Imperversava in Europa come negli Stati Uniti, dove però la catena di montaggio regalava un grosso vantaggio competitivo ai costruttori americani. Fu arginato dalla complementarità dei Quattro Anelli di Auto Union, nei quali Audi rappresentava il volto più moderno e sportivo del gruppo, Horch puntava al lusso e l’alto di gamma, Dkw era specializzata nelle vetture compatte e nelle motociclette, mentre Wanderer occupava la fascia media del mercato. Ferdinand Porsche si occupò personalmente dello sviluppo della prima vettura da




