Il gigante globale che per primo ha scommesso sulle ibride accelera sui modelli totalmente a batteria. Al centro della programmazione c’è la C-HR+, in attesa della citycar per una larga fascia di pubblico
Giornalista
8 giugno – 15:13 – MILANO
Più elettrico non significa meno ibrido. Non certo per la Toyota, capace di costruire la leadership globale di quest’epoca grazie alla motorizzazione mista, su cui ha puntato e investito dalla fine degli anni Novanta. Tuttavia il costruttore giapponese, come gli altri, oggi si trova ad operare in una situazione d’incertezza, particolarmente in Europa, dove la normativa in vigore al momento impone un futuro di sole auto elettriche. Di conseguenza una parte crescente delle risorse industriali deve andare in quella direzione. Come illustrato in un recente incontro con la stampa dall’amministratore delegato di Toyota Italia, Alberto Santilli, l’obiettivo per quest’anno è innalzare la quota di veicoli elettrici dal 6 al 7% in Italia e dal 19 al 24% nell’intera Unione europea. Per arrivare al 2030 al 24% in Italia e al 48% in Ue. Un passo strategico importante riguarda l’ampliamento della fabbrica di Kolin, nella




