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La crociata di Fabregas: “Gli smartphone hanno rovinato il calcio: li ho vietati al Como e a mia figlia”

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Dai poster di Guardiola alla lotta contro i cellulari in spogliatoio, il tecnico si racconta: “I social divorano il tempo dei bambini”

Il Como è la vera favola del calcio europeo. Arrivati alla qualificazione in Champions League grazie a un gioco spensierato e a un gruppo giovanissimo, i lariani sono la terza squadra in Europa ad aver schierato più calciatori Under 23. Dietro questo miracolo c’è una filosofia che affonda le radici in un calcio d’altri tempi, fatto di campetti di periferia e pensato in una stanza con la coperta del Barcellona e i poster di Guardiola: quella di Cesc Fàbregas. Il tecnico ha raccontato tutto questo in una lunga intervista al Corriere della Sera, iniziata proprio con il ricordo del suo passato: “Giocavo davanti casa tirando contro il muro. D’estate dai nonni mi bastava sentire il rumore del pallone dalla finestra per scendere in cortile. Era una magnifica ossessione. Il sabato mia nonna voleva prepararmi i suoi manicaretti, ma io pretendevo il menu da atleta: pollo e insalata”. Tra gli aspetti più interessanti toccati c’è la sua “crociata” contro il mondo digitale, reo di aver peggiorato i calciatori di oggi: “I social sono un’illusione, un mondo che non

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