CONFLITTI A DUE E QUATTRO RUOTE
La convivenza tra auto e biciclette non è mai stata facile. Da una parte gli automobilisti, che spesso sono infastiditi dalla presenza dei ciclisti, un po’ per la preoccupazione di un eventuale sinistro, un po’ per i comportamenti di alcuni di loro che, per via dell’impunità dovuta dall’assenza della targa, se ne infischiano delle regole. Dall’altra ci sono i ciclisti che rivendicano il diritto di procedere sulle strade senza essere in costante pericolo.
Ma cosa prevede davvero il Codice della Strada per chi pedala e per chi guida?
GLI OBBLIGHI DEI CICLISTI
La circolazione dei velocipedi è regolata principalmente dall’articolo 182 del Codice della Strada, che stabilisce norme precise sulla disposizione, per esempio, di un gruppo di ciclisti sulla carreggiata. La regola cardine distingue tra centri abitati e strade extraurbane:
Fuori dai centri abitati: i ciclisti hanno l’obbligo tassativo di procedere in fila indiana. L’unica eccezione ammessa riguarda il caso in cui uno dei ciclisti sia un minore di dieci anni, che può pedalare alla destra di un adulto che lo accompagna. Nei centri abitati: è permesso pedalare affiancati, ma mai in numero superiore a due. Tuttavia, anche in città vige l’obbligo della




