Il crudo, si sa, è ormai una presenza stabile nei menu dei ristoranti di praticamente tutta Italia. Che si tratti di carne o di pesce, tartare, carpacci e altre preparazioni senza cottura hanno conquistato uno spazio sempre maggiore nella ristorazione. Una diffusione sulla quale Italia a Tavola si era già interrogata nei mesi scorsi e che oggi coinvolge anche il pesce di lago, sempre più presente in ricette e proposte gastronomiche a base di trota, persico e altre specie d’acqua dolce. Ma quanto sappiamo davvero dei rischi legati a queste preparazioni? Per approfondire la questione, abbiamo interpellato Giorgio Calabrese, medico nutrizionista, che ha messo in guardia sul consumo di pesce di lago crudo, raccomandando di portarlo in tavola sempre «cotto».
Il dottor Giorgio Calabrese, medico nutrizionista
Il motivo è legato soprattutto alla possibile presenza di parassiti pericolosi per la salute, che possono essere trasmessi attraverso il consumo di pesce crudo o poco cotto. Il riferimento è in particolare all’opistorchiasi, una malattia parassitaria meno conosciuta rispetto all’anisakiasi, associata invece soprattutto al pesce marino. Si tratta di infezioni provocate da parassiti differenti, per i quali non valgono necessariamente gli stessi




