
di Massimiliano Cordin
Il presidente dell’Associazione Artigiani del Trentino: «La presenza di lavoratori e imprenditori stranieri è essenziale per il funzionamento di molti comparti, in particolare nell’edilizia»
Due giornate di celebrazioni per festeggiare al meglio i primi 80 anni dell’Associazione Artigiani del Trentino. Ieri, 5 giugno, il PalaRotari di Mezzocorona ha ospitato la partecipata assemblea generale, mentre oggi il programma prosegue con una serie di iniziative dedicate a raccontare e valorizzare quest’importante traguardo.
Presidente Andrea De Zordo, che cosa significa oggi rappresentare questo mondo?
«Significa rappresentare un comparto composto da oltre 12 mila imprese e circa 30 mila addetti, che genera un quarto del Pil provinciale. Oltre ai dati economici, poi, dobbiamo sempre tenere a mente che l’artigianato è presente in modo capillare su tutto il territorio e contribuisce a mantenere vivi anche i centri più piccoli, contrastando spopolamento e inverno demografico».
In cosa è cambiata l’associazione rispetto agli inizi?
«È nata con una funzione prevalentemente sindacale. Oggi invece accompagna le imprese in diversi ambiti: contabilità, paghe, sicurezza, sostenibilità e nuove normative. L’obiettivo è quello di aiutare le aziende a gestire una burocrazia sempre più complessa».
Quanto pesa la burocrazia, soprattutto per le piccole realtà?
«Direi molto.




