
L’ex fuoriclasse americano critica la vicinanza tra i due azzurri dopo il forfait del ligure per virus: “Scelta sdolcinata, doveva stargli lontano”. Poi analizza la finale: “Sascha è favorito, ma Flavio ha talento”
John McEnroe si è sempre contraddistinto nel corso della sua carriera, oltre che per un tennis celestiale, per le sue uscite sopra le righe. E oggi, a 34 anni dal ritiro, non sembra essere cambiato di un millimetro. L’ex numero 1 al mondo, ora volto di punta e talent di TNT Sports, si è espresso sulla finale di domani con un commento destinato a far discutere: “A Cobolli non do più di un 30% di chance contro Zverev. Penso sia un talento straordinario, ma parte nettamente sfavorito”. Ma ad aver fatto veramente perdere la pazienza all’americano è stata la conferenza stampa congiunta andata in scena dopo il forfait di Matteo Arnaldi: “Non capisco perché l’abbiano fatto. Se Arnaldi è lì per annunciare il ritiro a causa di un virus, perché Cobolli gli sta così vicino? Non era meglio stargli lontano per evitare il contagio?”. In segno di vicinanza, e per il profondo rapporto che lega i due azzurri, Cobolli ha infatti voluto presentarsi al fianco del compagno




