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Arte, la ripartenza dei mercati italiani: tra dipinti, gioielli e libri antichi, i conti delle case d’asta

di Davide Landoni e Luca Zuccala

Il bilancio della prima parte del 2026. Tutte le maison che operano nella Penisola sono in crescita

Come un’istantanea non ancora completamente sviluppata, i primi sei mesi del 2026 mostrano l’immagine parziale, ma significativa, di come sta operando il mercato dell’arte in Italia. Guardando in particolare alle aste, dove gli scambi sono frequenti e ben tracciati, ciò che sta venendo alla luce è uno scenario finalmente riassestato dopo anni di incertezze. Ne è un esempio Cambi, che con i 24,6 milioni di euro aggiudicati ha migliorato di oltre 3 milioni la sua performance rispetto allo scorso anno. Come? Proponendo «opere di elevata qualità, provenienze solide e stime coerenti con il mercato», afferma il presidente Matteo Cambi. Ricetta vincente che ha portato in dote vendite importanti in tre diversi ambiti operativi della maison: 436,1 mila euro per una terracotta smaltata dipinta di Fontana, la stessa cifra per Ritratto di dama con fiori della settecentesca Rosalba Carriera e 334,1 mila euro per un Cartier Crash Paris in oro giallo.

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