
Intesa di massima sulla bozza riguardante il suicidio assistito. Plauso anche di Cappato (associazione Luca Coscioni): «Ma garantire diritti alle cure e assistenza dignitosa»
Il suicidio medicalmente assistito sarà il primo tema nell’agenda politica regionale dopo la pausa estiva.
La maggioranza intende riprendere arrivare in tempi brevi a una proposta di legge sul fine vita e, questa volta, portarla al voto.
Nelle precedenti legislature, infatti, i tentativi dell’ex assessore Fabiano Amati si erano fermati davanti alla contrarietà dell’aula, superata solo con una delibera di giunta regionale che dà applicazione a quanto disposto dalla Corte costituzionale sul tema, ossia garantire il diritto alla procedura in presenza di determinati requisiti, come l’irreversibilità della malattia e la ferma volontà della persona. A cercare una sintesi saranno il capogruppo del Pd Stefano Minerva e il presidente della commissione Sanità, Felice Spaccavento. «Dobbiamo ripartire dalla Corte Costituzionale – afferma Spaccavento – e ascoltare chi ogni giorno vive e lavora con pazienti affetti da patologie drammatiche».
Medico ed ex coordinatore regionale della rete di cure palliative, Spaccavento sottolinea la necessità di garantire innanzitutto terapie capaci di alleviare il dolore: «Nel 90% dei casi la gente non mi chiede di morire, mi chiede di non soffrire. Sono favorevole al suicidio




