
Il rapporto Findomestic sulle abitudini di consumo degli italiani: sfiora i dieci punti percentuali lo scarto fra l’aumento dei salari e l’inflazione
Due anni. Di tanto è arretrato il potere d’acquisto degli italiani con quattro mesi di guerra in Iran. Lo dice l’Osservatorio mensile Findomestic di luglio, che ha anche analizzato le intenzioni di consumo sui prossimi tre mesi: calano del 2,7%. Restano in testa i viaggi però, mentre si vuole spendere di meno per infissi e ristrutturazioni. Secondo l’indagine, lo scarto fra l’andamento dei salari e quello dell’inflazione – il parametro che misura il potere d’acquisto – è stato di circa dieci punti percentuali da febbraio a oggi, come nel maggio del 2024. Era di sette punti a febbraio: la forbice si è allargata. Nel dettaglio: dal gennaio del 2021 a oggi, gli stipendi dei lavoratori dipendenti in Italia sono aumentati nel complesso del 13%, dice la ricerca Findomestic, mentre i prezzi sono cresciuti del 22,9%: una differenza di 9,7 punti percentuali nel potere d’acquisto. L’indagine è stata condotta da Findomestic in collaborazione con Eumetra e Research Dogma il 6 e 7 luglio scorsi, su un panel di mille persone rappresentativo della popolazione italiana adulta. La ricostruzione da gennaio 2021,




