Da tre anni a questa parte, il mercato dell’arte non è mai stato così in salute come in questo giugno 2026. Le clamorose aggiudicazioni del maggio newyorkese sono solo i fuochi d’artificio su uno scenario vivo in ogni suo segmento: dall’arte antica ai collectibles, dai gioielli al design, passando dalle eccellenti performance dell’arte moderna. Affacciandosi sulla piazza dell’arte, il sistema sembra splendere, almeno per ora: rilanciati i settori tradizionali, in ascesa quelli nuovi. Merito in gran parte dei dieci giorni d’aste di New York, in cui a metà maggio le major Christie’s, Sotheby’s, Phillips e Bonhams hanno venduto opere per 2,5 miliardi di dollari. Ovvero più del doppio rispetto allo scorso anno, nello stesso periodo (1,27 miliardi di dollari totali). A guidare, come sempre, sono state le grandi aggiudicazioni, motivate dall’offerta di capolavori museali, provenienti da importanti collezioni private.
4 giugno – 10:39
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