di Alessandro Sala
Scelti i racconti vincitori del concorso letterario promosso da Costanza Rizzacasa d’Orsogna e dall’Enpa ispirato al micetto che fu protagonista della fortunata rubrica sul Corriere Animali
«Ero nato con gli occhi pieni d’acqua e di nebbia. Le voci dei veterinari dissero “glaucoma”, poi il buio scese come una notte che non conosce aurora». È l’incipit di «Onore al cane che guida l’uomo che guida il cane», il racconto di Nicola Sguera che vince l’edizione 2026 del Premio Milo, il contest letterario organizzato dall’Ente nazionale protezione animali e dalla scrittrice Costanza Rizzacasa d’Orsogna in collaborazione con il Corriere della Sera e con l’assessorato alla Cultura del Comune di Roma, l’Istituto italiano di cultura di Bangkok e Guanda. La storia del cane cieco Argo, che trova un nuovo modo e una ragione di vivere al fianco di Luca – che conosce bene il significato di vivere nella diversità essendo affetto da autismo ad alta funzionalità -, è stata scelta dalla giuria per la profondità della narrazione e per la qualità della scrittura. E per la capacità di esprimere il forte e indissolubile legame che si crea tra due anime che entrano in sintonia a prescindere dalla specie di appartenenza




