
Domani a 3 giorni dalla semifinale calcistica a Santiago del Estero il match che non è mai normale. Gli inglesi costretti a “scappare” e cambiare sede, tifosi in strada riempiono di insulti il pullman degli ospiti che va ad allenarsi. Il ct argentino prova a placare gli animi, ma ci si mette pure la politica…
Francesco Palma
17 luglio – 17:17 – MILANO
“Zitti tutti” fa segno Henry Pollock, con tanto di boccacce da ragazzino, mentre il bus dell’Inghilterra di rugby passa vicino all’Obelisco di Buenos Aires in mezzo a una folla di tifosi argentini ancora in festa dopo la conquista della finale del Mondiale e di certo non avidi di insulti verso i giocatori inglesi che passavano per la capitale. Non bastavano lo schiaffo di Bellingham, lo striscione “Le Malvinas sono argentine” portato da Otamendi e Lo Celso e la quantità smisurata di botte che sono volate in campo tra Argentina e Inghilterra nella semifinale mondiale di mercoledì.
A complicare le cose e ad alzare ulteriormente la tensione ci si è messa pure la nazionale inglese di rugby, che sabato alle 21.10 italiane sfiderà i Pumas




