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Antonello Piroso: «I miei genitori erano in una RSA durante il lockdown, ma non sono morti di Covid, bensì di solitudine»

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di Simona Marchetti

Ospite di Nunzia De Girolamo a «Ciao Maschio», il giornalista ha parlato del suo libro «Papà. Anatomia di un amore disperato», raccontando il legame mai avuto con il genitore, scomparso nel 2020 due settimane prima della madre

Rimpianto, senso di colpa e lutto: questo traspare dalla toccante intervista fatta ad Antonello Piroso da Nunzia De Girolamo nel salotto di “Ciao Maschio”. Tutto parte dal libro scritto dal giornalista – “Papà. Anatomia di un amore disperato” – e soprattutto da quella definizione di “amore disperato” che racchiude un legame familiare complesso, caratterizzato dai prolungati silenzi fra lui e i genitori e da un rapporto inesistente con un padre violento, che lo ha costretto a crescere senza una guida, un riferimento. «Mio padre l’ho perdonato troppo tardi. Non abbiamo avuto un rapporto quando io ero bambino, ragazzo, adolescente e quindi mi sono arrabattato da solo nella vita», spiega Piroso, confessando che il tentativo di riconciliazione con il padre si è però scontrato con il tempo. 

«Si dice sempre: le cose che posso fare domani le farò domani, perché tanto c’è tempo. Poi di colpo il tempo non c’è più». Il riferimento è alla scomparsa dei genitori, avvenuta a

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