
di Luigi Ippolito
Si fa largo il rifiuto della Gran Bretagna di oggi: il paradiso perduto del neo premier britannico sembrano essere gli anni Settanta, dimenticando che quelli erano gli anni del razionamento energetico e di Londra costretta a chiedere il salvataggio del Fondo Monetario
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Il futuro della Gran Bretagna è tinto di nostalgia: o almeno
questa è la visione che sembra delineare il suo nuovo primo ministro, Andy Burnham. Il discorso del neo premier ha ribadito quello che è il suo mantra: e cioè che gli ultimi 40 anni di storia britannica sono da cestinare. Tutta colpa di Margaret Thatcher e dei suoi epigoni (New Labour blairiano incluso): a partire dagli anni Ottanta si è imboccata la direzione sbagliata, fatta di neoliberismo, deregulation, privatizzazioni e deindustrializzazione. È tempo di invertire la rotta e tornare ai bei tempi andati (che poi tanto belli non erano): il paradiso perduto di Burnham sembrano essere gli anni Settanta, dimenticando che quelli erano gli anni del razionamento energetico, dei cumuli di immondizia nelle strade e di Londra costretta a chiedere il salvataggio del Fondo Monetario.
Ma tant’è: la nostalgia oggi sembra essere un messaggio politico potente, a sinistra




