
di Alessandro Sala
Il naturalista e divulgatore: «Un luogo magico che regala emozioni. Ma bisogna imparare a conoscerlo. Una tristezza gli animali uccisi dai bracconieri»
Andrea Boscherini il bosco lo conosce bene. Lo frequenta fin da quanto era ragazzo, lo ha fatto diventare il luogo di elezione del suo lavoro di naturalista. Lo ha vissuto, lo ha fatto entrare dentro di sé. E ha imparato a sentirlo e a decifrarlo. Il bosco è un luogo che può essere incantato o terribile, nelle fiabe che ci raccontavano quando eravamo bambini poteva essere un luogo delle meraviglie ma anche delle insidie, la metafora di una società che può essere pericolosa, abitata da persone di cui non ci si può fidare. Siamo cresciuti avendo nella testa Cappuccetto Rosso che incontra il lupo, che è diventato il cattivo per definizione anche se poi siamo noi quelli che lo vanno ad avvelenare a casa propria, nel bosco appunto. La paura del bosco a volte è semplicemente non conoscenza del bosco ed è quella che ci impedisce di vedere. Ci sono tante regole semplici da imparare per potere vivere invece con sicurezza l’ambiente boschivo, accettando innanzitutto la principale, ovvero che la natura va avanti




