
di Simona Marchetti
L’Alta Corte di Londra ha dato torto all’uomo, che contestava a Naomi Parry e Catriona Gourlay di aver voluto trarre profitto dalla vendita, che ha fruttato 1,4 milioni di dollari
L’Alta Corte di Londra ha dato torto a Mitch Winehouse, padre della cantante Amy, scomparsa nel 2011 a soli 27 anni, nella causa che l’uomo aveva intentato contro due amiche della figlia – Naomi Parry e Catriona Gourlay – per aver aver messo indebitamente all’asta negli Usa vestiti, borse e altri oggetti personali della star dopo la sua morte, per trarne profitto e senza che lui ne fosse a conoscenza. Come riferisce il “Guardian“, in tribunale è emerso che la vendita ha fruttato 1,4 milioni di dollari, il 30% dei quali è stato devoluto alla Amy Winehouse Foundation che aiuta i giovani in difficoltà, ma a quanto pare Winehouse era convinto che il denaro dovesse essere diviso anche con lui e con la madre della cantante, Janis.
Dal canto loro Parry e Gourlay si sono sempre difese negando di aver agito in malafede, visto che gli oggetti erano stati un regalo di Amy, oppure erano già in loro possesso alla morte della star internazionale.




