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Alto Adige, il turismo cresce soprattutto negli hotel a 5 stelle, ma i tedeschi spendono meno: «Più cauti al ristorante e in baita»

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di Andrea Dalla Serra

Bilancio estivo positivo. Registrato in agosto un aumento degli arrivi del 3,7% rispetto al 2025. Pinzger (Confturismo): «Alta richiesta per wellness e prodotti locali»

La stagione turistica estiva dell’Alto Adige si archivia ufficialmente con il segno «più» nei flussi ma con un cambiamento profondo nei comportamenti e nelle abitudini di spesa dei visitatori. A fotografare l’andamento dell’estate appena conclusa è l’Istituto provinciale di statistica Astat che per il solo mese di agosto certifica un movimento complessivo pari a 1 milione e 346 mila arrivi — in crescita del 3,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025 — e 6 milioni e 235 mila presenze (ovvero il numero totale di notti trascorse nelle strutture), segnando un moderato ma solido aumento dell’1 per cento.

I dati

Numeri che confermano l’attrattività della provincia, già emersa a luglio quando a trainare i flussi erano stati soprattutto le attività all’aperto, la bicicletta e l’offerta enogastronomica. Tuttavia, i dati positivi di agosto restituiscono un quadro particolare, in cui la crescita dei flussi si accompagna a una maggiore cautela nella spesa, soprattutto da parte del mercato tedesco, tradizionalmente pilastro del sistema ricettivo e commerciale locale. Analizzando la provenienza dei turisti,

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