
La «prima» Aloisia, infatti, è stata la nonna: nata nel 1928 a Venezia, sposa negli anni Cinquanta il nobile fiorentino Niccolò Rucellai. Appassionata di disegno, immaginava paesaggi e forme mitologiche incidendoli sulla pietra paesina, una pietra tipica della Toscana. E inizia per gioco a disegnare gioielli, per se stessa e per le amiche. Utilizza anelli e bracciali vecchi e fuori moda, li smonta e ridà loro vita. Incontra Fulco di Verdura, il duca «dei gioielli» amato da Coco Chanel e dalle signore di Manhattan, e riceve ulteriore spinta. Finché, grazie all’amicizia con il gioielliere Cesare Settepassi e agli orafi fiorentini, le creazioni di Aloisia prendono realmente forma. «Con il tempo – racconta la nipote – i suoi gioielli sono entrati nelle collezioni di importanti famiglie italiane e internazionali».




