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C’è un equivoco di fondo nella ristorazione contemporanea: pensare che la tradizione sia un archivio. In realtà è un asset. E quando viene gestita bene, diventa anche un vantaggio competitivo. La Settimana Mantovana andata in scena all’Acanto, dentro l’Hotel Principe di Savoia a Milano, lo dimostra senza bisogno di effetti speciali. Nessuno ha giocato a reinterpretare: si è lavorato sulla sostanza e il risultato è stato un sucdesso. Anzi, un vero inno alla gioia del palato.
Quando la tradizione non è nostalgia (ma un vantaggio competitivo)
Protagonista in cucina Romano Tamani, figura che nella cucina italiana non ha bisogno di presentazioni: uno che non ha “seguito” la tradizione, ma l’ha custodita, difesa e soprattutto resa contemporanea senza snaturarla. L’Ambasciata di Quistello (Mn), gestita insieme al fratello Carlo, maitre, per molti anni ha rappresentato un po’ il tempio della cucina e Romano ne era ritenuto un po’ il “Papa”, scusandoci per un termine che non vuole certo essere irriverente…
Romano Tamani
Romano Tamani 



