di Alessia Cruciani, inviata a San Francisco
A Dreamforce, i tre tenori dell’AI ospiti di Marc Benioff. Altman racconta l’«incidente terrificante» di Hugging Face, Amodei invita a rallentare, Huang replica: «Non servono nuove leggi, correte più veloce che potete»
«Correte più veloce che potete». Jensen Huang non usa mezzi termini. A Dreamforce, la conferenza annuale di Salesforce che riunisce a San Francisco circa 50 mila persone tra manager, sviluppatori e aziende da tutto il mondo, il fondatore e ceo Marc Benioff mette a confronto i protagonisti della corsa all’intelligenza artificiale proprio mentre si moltiplicano gli allarmi sui suoi rischi: Dario Amodei, ceo di Anthropic, Sam Altman, ceo di OpenAI, e Huang, ceo di Nvidia, l’azienda che con i suoi chip alimenta quella stessa corsa.
Velocità sì, regole no
Tutti partono dalla velocità. La più grande sorpresa degli ultimi dieci anni, racconta Amodei, «è stata il ritmo del progresso, non soltanto tecnologico ma economico». Aveva previsto quanto i modelli sarebbero diventati potenti, non che l’AI sarebbe diventata così rapidamente «centrale in tutto ciò che accade nel mondo». Per questo chiede più trasparenza, investimenti in sicurezza, standard comuni per l’industria e infine regole a




