
di Redazione Spettacoli
Maestro del documentario latinoamericano ha raccontato la caduta di Salvador Allende e il colpo di Stato del generale Pinochet. Aveva 85 anni
Il regista cileno Patricio Guzmán, maestro del documentario latinoamericano, che ha raccontato e analizzato la caduta di Salvador Allende e il colpo di Stato del generale Augusto Pinochet nel settembre 1973, è morto martedì 15 settembre a Parigi, città dove risiedeva da tempo, all’età di 85 anni a causa di un arresto cardiorespiratorio.
La notizia della scomparsa è stata diffusa dall’Università del Cile e poi confermata dalla moglie.
Considerato tra i pionieri e i più autorevoli interpreti del cinema di non-fiction a livello mondiale, Guzmán ha legato indissolubilmente la sua opera al racconto della storia contemporanea e alla tutela della memoria democratica del Cile.
La consacrazione internazionale arrivò negli anni Settanta con la monumentale trilogia «La battaglia del Cile» («L’insurrezione della borghesia», 1975; «Il colpo di stato», 1977; «Il potere popolare», 1979), della durata complessiva di cinque ore, sul governo dell’ex presidente socialista cileno Salvador Allende, fino al suo assassinio, l’11 settembre 1973.
Quest’opera monumentale ha gettato le basi del suo cinema ed è tuttora considerata uno dei più grandi




