Ci sono vini che raccontano bene il luogo da cui provengono e altri per i quali quel luogo diventa quasi impossibile da separare da ciò che arriva nel bicchiere. L’Aglianico del Vulture Doc appartiene, senza dubbio, a quest’ultima definizione. Nasce nel nord della Basilicata, attorno a un antico vulcano spento che ha lasciato la propria impronta nei terreni e, ancora oggi, dà il nome a un territorio fatto di vigneti, boschi, paesi e strade che salgono e scendono seguendo il profilo delle colline. È proprio seguendo la geografia di questo vino che si può costruire un piccolo viaggio in auto attraverso Melfi, Venosa e Acerenza, tre borghi nel Potentino molto diversi che ricadono nel suo areale di produzione.
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L’Aglianico e quella terra disegnata dal vulcano
Prima di mettersi in strada, però, conviene capire dove ci troviamo. Il Vulture occupa la parte settentrionale della Basilicata e prende il nome dal massiccio vulcanico che raggiunge i 1.326 metri. Il vulcano è spento da tempo, ma la sua presenza continua a farsi sentire nelle forme del paesaggio, nella fertilità dei terreni e in una vegetazione che rende questa zona decisamente diversa dall’immagine più arida che spesso si




