di Giuliana Ferraino
Parla il Nobel per l’Economia: «Abbiamo talenti, risparmi ed energia. E non dobbiamo imitare gli Stati Uniti né scegliere tra crescita e welfare. Per competere sulla tecnologia servono concorrenza, istruzione e flexicurity»
Europa non deve scegliere tra crescita e protezione sociale. Può competere nella corsa all’intelligenza artificiale senza importare il modello americano, ma deve cambiare passo. Per Philippe Aghion, premio Nobel per l’Economia 2025, la ricetta poggia su tre pilastri: istruzione, concorrenza e «flexicurity», un mercato del lavoro flessibile accompagnato da una forte rete di protezione e formazione.
Aghion sarà a Milano il 10 ottobre per la Biennale dell’Economia Cooperativa di Legacoop, dove terrà una lectio magistralis su «Crescere in Europa: la distruzione creatrice tra cooperazione e coesione sociale». Alle proposte di Mario Draghi ed Enrico Letta per completare il mercato unico e mobilitare i capitali europei, l’economista francese aggiunge una dimensione sociale che considera indispensabile per affrontare la trasformazione tecnologica.
Professor Aghion, la distruzione creatrice produce vincitori e perdenti. Come può l’Europa abbracciare l’innovazione senza compromettere la coesione sociale?
«Serve un buon sistema sociale e, prima di tutto, un buon sistema educativo, nel quale a scuola si impari a imparare. Penso




