
di Silvia Madiotto e Martina Zambon
Città turistiche nella stretta dell’Europa. L’esperto: «In regione il 30 per cento dei posti letto sono locazioni brevi». Proprietari e Lega insorgono
La stretta sugli affitti brevi stavolta è in arrivo dall’Europa, e prende la forma di uno strumento a disposizione dei sindaci che in questi ultimi anni stanno facendo emergere un problema relativo alla casa nei centri storici: quando la proposta di regolamento, presentata l’altro ieri, 9 settembre, da Teresa Ribera (vicepresidente esecutiva della Commissione Ue) prenderà forma compiuta, consentirà di dire no all’apertura di nuovi alloggi turistici nelle aree «sotto stress abitativo» se i prezzi delle case sono troppo alti rispetto ai redditi medi pro capite. Anzi, il parametro è molto preciso: se il prezzo medio di una transazione immobiliare è pari o superiore a otto volte il reddito medio il sindaco può mettere dei nuovi limiti, a propria discrezione, senza il rischio di ricorsi da parte delle associazioni di categoria e dei singoli imprenditori. Ci vorrà almeno un anno per arrivare alla norma, ma si cominciano già a fare le prime stime.
Cosa succederebbe in Veneto
Il Veneto da questo punto di vista è abbondantemente sopra i criteri europei




