di Alessandra Puato
«Noi paghiamo i dazi sulla materia prima che siamo costretti a importare, ma chi mette sul mercato prodotti extra Ue non paga nulla». I piani dell’azienda delle cappe di design. «Un’altra acquisizione entro l’estate»
Dice Francesco Casoli: «Serve un’Ilva europea, la concorrenza delle nostre imprese è sbilanciata. L’Europa deve svegliarsi o l’industria continentale rallenterà». Il presidente e azionista di Elica, che dal 2024 oltre alle cappe tecnologiche e di design produce anche forni e piani cottura a induzione, intende dire che per chi fabbrica elettrodomestici è importante avere una filiera dell’acciaio interna all’Ue, per resistere alla concorrenza dei prodotti esteri, essenzialmente orientali. I dati, del resto, spiegano com’è cambiato il mercato. Secondo Istat-Maeci, il 60-65% del valore degli elettrodomestici venduti in Italia deriva da importazioni extra Ue. Era il 45% nel 2014-2015.
Dice Casoli: «Così non può funzionare. L’acciaio prodotto in Europa non basta, ma su quello che importiamo da Cina, India e Corea sono applicati i dazi europei. Chi immette sul mercato italiano elettrodomestici prodotti all’estero, invece, non paga sovrattasse. Bisogna superare questo momento complesso insieme. C’è spazio per produrre elettrodomestici in Europa ed essere competivi, ma va rafforzato il supporto alle medie




