di Marco Sabella
Nella «Survey Italy 2026» l’organizzazione individua le criticità strutturali dell’economia italiana e suggerisce un pacchetto di misure per rilanciare lo sviluppo: in calo i giovani disoccupati (Neet) ma la produttività ristagna
Emerge un quadro in relativamente incoraggiante dalla ricerca presentata oggi dall’Ocse – l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo che ha sede a Parigi – sullo stato dell’economia italiana e sulle sue prospettive di sviluppo. Ma la «Italy Survey 2026», già nel suo titolo di apertura, contiene un’esortazione al decisore politico: «Mantenere lo slancio riformatore e rafforzare le finanze pubbliche». Il quadro che emerge dall’analisi degli economisti dell’Ocse, guidati da Stefano Scarpetta, evidenzia infatti significativi elementi di miglioramento ma anche sfide di lungo periodo difficili da gestire, a cominciare dal calo demografico del Paese e dal ristagnare della produttività del lavoro negli ultimi due decenni che ha avuto per conseguenza il sostanziale blocco dei miglioramenti salariali.
Investimenti pubblici ai massimi da 25 anni
Partendo dai dati in positivo l’indagine mette in luce la tenuta della crescita del Pil e la resilienza dell’economia italiana agli choc, prima della pandemia, poi della guerra russo-ucraina, quindi dell’attuale crisi energetica. «Il Pil dell’Italia in questi anni difficili è cresciuto,




