
L’attore milanese è nel casta de “Il Malloppo” dal 3 settembre in uscita al cinema
Diego Abatantuono, come sta?
“Benissimo. Sì, insomma, abbastanza bene. Benissimo di morale, però ho sbattuto un ginocchio”.
Com’è successo?
“Facendo tennis, calcio, pallanuoto, nuoto e arrampicata prima o poi qualcosa ti fai”.
Si tiene in forma!
“Perché, non si vede?”.
Per la serie: 71 anni e non sentirli!
“Dovrei fare un esempio un po’ volgarotto per dire dove me li sento…”.
Signore e signori, Diego Abatantuono. Tre info volanti per chi vive su Marte: attore, milanese doc, milanista arrabbiato “e infatti adesso tifo Como”. Per tutto il resto basta mettersi comodi.
È bravo a tennis?
“Sono un po’ di anni che gioco. Vabbè, non voglio fare il figo, però me la cavo abbastanza bene”.
Il suo colpo migliore?
“Quando intervisti Panatta chiediglielo, te lo dice lui”.
Che tipo di giocatore è?
“Ci sono quelli che vincono e quelli che perdono. Io cerco di vincere”.
Sinner l’appassiona?
“Molto. Ha un po’ il mio stile, mi definirei un mix tra lui e McEnroe”.
Ne Il Malloppo, al cinema dal 3 settembre, interpreta un brigante. La cosa più da brigante che ha fatto nella vita?
“Ne ho fatte molto poche. La cosa meno da brigante è stata pagare sempre le tasse. E insegnare lo stesso ai miei




