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A22, l’appello del mondo economico: «No ad altri blocchi al Brennero. Non è aumentando i pedaggi che si ridurranno i viaggi»

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di Silvia M. C. Senette

La Confederazione Nazionale dell’artigianato: «L’Austria viola il trattato di Schengen». De Zordo: «Difendiamo la libera circolazione»

All’indomani del grande blocco austriaco dell’autostrada del Brennero, le categorie economiche regionali fanno quadrato contro quella che definiscono una vera e propria «trappola per il sistema produttivo»: se Confindustria altoatesina smonta l’efficacia dei pedaggi punitivi proposti dal presidente Arno Kompatscher evidenziando come ogni rincaro si scaricherà unicamente sulle tasche dei consumatori finali, gli artigiani della Cna invocano sanzioni severe contro i blocchi stradali per evitare un precedente pericoloso, mentre la Confartigianato trentina accusa Vienna di mettere in atto ripicche politiche a danno dell’intero corridoio europeo. Un fronte compatto e decisamente irritato, che rifiuta la logica del muro contro muro e chiede di sbloccare le merci.

Alta tensione

L’eco della manifestazione dello scorso sabato è ancora fortissima. Al Brennero quattromila attivisti e sindaci tirolesi hanno paralizzato l’A13, supportati persino dal governatore del Tirolo Anton Mattle: una spaccatura istituzionale che ha mostrato un’Euregio scollata e incapace di fare sintesi. Nonostante la macchina della protezione civile altoatesina abbia evitato il collasso totale dei flussi stradali, la minaccia degli ambientalisti di replicare il blocco in futuro surriscalda le settimane che precedono

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