
L’amichevole in Oriente sorride a Houston anche se il pubblico è per il giocatore di Dallas, che ha mostrato ulteriori progressi dopo l’anno da rookie
Flagg lo sanno pronunciare anche qui a Macao. I cinesi hanno imparato presto, come gli appassionati di pallacanestro di tutto il mondo. Houston domina 135-117 il derby prestagionale con Dallas, tra l’altro di sera fuori ci sono 30 gradi, pare il Texas. Dentro, il pubblico della Venetian Arena, in un albergo gigantesco dell’isola di Taipa, applaude a scena aperta l’ala 19enne che segna 19 punti in 19 minuti d’impiego. Kevin Durant firma autografi e magliette, la vecchia guardia ha sempre il suo fascino da queste parti, ma in Cina, l’epicentro dell’innovazione tecnologica mondiale, non poteva che essere il nuovo che avanza a lasciare il segno più di chiunque altro. Nella città dei casinò – il tassista locale la definisce la Las Vegas d’Oriente – non è certo un azzardo pensare a Flagg già come a un All Star, a uno dei migliori 25 giocatori della lega più competitiva del mondo. Lui mette le cose in chiaro, post partita. “Sono felice di non essere più una matricola”. Capito l’antifona? Suona come un monito per gli avversari




