
L’impostazione unica dell’azzurro, campione anche nello sci: gambe piegate, baricentro rasoterra, equilibrio da equilibrista e colpi che viaggiano a velocità impressionante. Con un problema…
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9 ottobre – 19:36 – MILANO
Sembra quasi uno sciatore, Jannik Sinner, quando gioca a tennis. Il paragone, visto il passato del n. 1 del mondo, fenomeno della neve mancato, non è casuale. Gambe piegate, baricentro rasoterra, equilibrio da equilibrista e colpi che viaggiano a velocità impressionante. È una delle chiavi del tennis dell’azzurro, un vantaggio tecnico che gli permette di anticipare la palla, togliere tempo agli avversari e trasformare ogni recupero in un’occasione per contrattaccare. Ma quella stessa postura, tanto efficace quanto dispendiosa, apre un interrogativo: quali conseguenze può avere sul fisico nel lungo periodo per il fuoriclasse altoatesino? È da qui che parte la riflessione di Toni Nadal sulla postura di Jannik, sul rapporto tra l’evoluzione del tennis moderno, la biomeccanica dei campioni e il rischio di infortuni.
l’unicità di jannik—
Il passato nello sci ha lasciato in Sinner una capacità straordinaria di gestire il baricentro e mantenere la stabilità anche nelle situazioni più complicate. Certo, non è solo merito del lavoro




