
di Redazione online
Il ministro: «Evitare che pregiudizi ideologici ostacolino le procedure di rimpatrio». Il provvedimento dopo l’inchiesta sui certificati che evitavano i rimpatri
Cambia una delle norme che consentono il trattenimento dei migranti nei Cpr: non sarà più vincolante il parere del medico per determinare se lo straniero può tornare in libertà. Lo ha reso noto il ministro degli interni Matteo PIantedosi. «Con la mia nuova direttiva sui cpr i migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri». «I soggetti – spiega il responsabiule del Viminale – saranno presi in carico dal personale medico che opera nella struttura che valuterà tutti gli approfondimenti da effettuare; una misura che consente di garantire la massima tutela della salute dei migranti evitando, allo stesso tempo, che valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici ostacolino le procedure di rimpatrio».
La norma voluta da Piantedosi scaturisce dall’inchiesta partita dalla procura di Ravenna dove alcuni medici erano stati accusati di aver firmato cert9ificati «compiacenti» per evitare a migranti di finire in una delle cointestate strutture per il rimpatrio. Otto dottori (in servizio in ospedali di




