
di Gianluca Mercuri
Donald Trump aveva chiesto per 47 volte agli elettori di votare come se il suo nome fosse sulla scheda, a midterm. E gli elettori l’hanno preso alla lettera. Ora che cosa succede?
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Quarantasette volte, nell’ultimo mese e mezzo, Donald Trump aveva detto agli elettori «fate finta che ci sia io sulla scheda». Il presidente in persona aveva indetto il referendum su sé stesso. Dopo averlo clamorosamente perso, con la vittoria democratica nelle elezioni di midterm definita «tsunami» dalla maggior parte dei commenti, ha capovolto l’ennesima frittata: «Non ero nelle liste, e per questo non siamo riusciti a far votare abbastanza persone».
La verità è che gli americani l’hanno preso alla lettera. Il voto era su di lui, sulle sue politiche di questi quasi due anni, sulle promesse più importanti – prezzi giù e basta guerre – tradite in un modo che nemmeno l’elettore Maga più accanito potesse negarlo. Era sulle violenze delle squadracce anti-migranti, perché una cosa è frenare l’immigrazione fuori controllo, un’altra cacciare famiglie innocue che stavano da anni negli




