
di Federico Thoman
Il magnate uzbeko-russo e il banchiere russo-israeliano ora in Europa hanno restrizioni solamente nel Regno Unito. Così Berna ha seguito la via di Bruxelles
Anche la Svizzera, dopo l’Unione europea, ha rimosso Alisher Usmanov, magnate uzbeko-russo di 73 anni, dal proprio elenco di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. Nella scheda pubblicata oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia e ottenuta in esclusiva dal Corriere della Sera, la data di modifica indicata è il 4 novembre 2026, e la voce risulta ora cancellata.
«Uno degli uomini d’affari più vicini a Putin»
La motivazione originaria delle sanzioni, che ricalca quella adottata dall’Unione europea nel 2022, descriveva Usmanov come un influente uomo d’affari vicino al presidente russo Vladimir Putin, con interessi nel settore siderurgico e minerario che generavano entrate per lo Stato russo. Usmanov guida il gruppo USM, che comprende Metalloinvest, principale gruppo siderurgico del suo portafoglio, oltre a interessi nel rame, nel cemento, nelle telecomunicazioni e nel digitale. Secondo il documento svizzero, questi asset generavano entrate significative per lo Stato russo e ciò lo rendeva un imprenditore rilevante per l’economia del Paese. La seconda motivazione riguardava i rapporti politici. Il testo lo descrive come




